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#115 Pusacafè (digestivo vegan)

In Piemonte, il “Pusacafè” è un digestivo che viene, appunto, servito dopo il caffè. La parola “pusa” significa “spingi”, nel senso che questo digestivo, nello stomaco, arrivando per ultimo a fine pasto, spinge giù tutto, dal caffè in giù, per digerire e sturare lo stomaco dai bocconi magari un tantino indigesti. Ora, con alcuni amici ci siamo di recente trovati per scambiarci le nostre rispettive visioni sul mondo, sulla vita e sulla società e, visti i risultati delle considerazioni fatte insieme, ci siamo resi conto che, mai come oggi, abbiamo bisogno di un bel “pusacafè” per digerire l’indigeribile, ovvero gli orrori e le aberrazioni che quotidianamente si incontrano nel nostro cammino. Per questo motivo, abbiamo inventato questa ricetta, per un vero digestivo “Pusacafè” originale, vegan e assolutamente efficace, visti i tempi che corrono!

 

INGREDIENTI PER 1 LITRO

– 1 lt. di grappa secca;
– 5 foglie di basilico;
– 5 foglie di menta;
– 5 foglie di melissa;
– 5 foglie di salvia;
– 40 foglie di citronella o limone;
– 3 cimette piccole di rosmarino;
– 3 cimette di finocchio;
– 3 foglie di alloro;
– 1 limone piccolo (solo la buccia);
– 400 gr. di zucchero di canna chiaro bio;

 

TEMPO 10 minuti + 2 giorni

COSTO 5 euro

DIFFICOLTA’ *

 

PREPARAZIONE

Fate bollire la buccia di limone con la grappa e lo zucchero, a fuoco lento, per 10 minuti. Prendete un pintone da 2 litri di capacità, introducetevi tutti gli ingredienti e la grappa ancora calda. Tappate e tenete in luogo chiuso per due giorni, rovesciando e mescolando due volte al giorno. Filtrate con un colino finissimo, e mettete a riposo in bottiglie da mezzo litro. Servite sia a temperatura ambiente sia dal frigo in estate.

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#90 Zucchini in Carpione (Cusòt an Carpiùn)

Il Piemonte propone questa gustosissima preparazione culinaria: il carpione. Nato originariamente per conservare i cibi quando il frigorifero non c’era, grazie all’acidità dell’aceto ivi contenuto, oggi è ancora sconosciuto al di fuori dei confini piemontesi, ma molto apprezzato da chi lo assaggia per la prima volta. Inutile dire che si possono fare “in carpione” diverse materie prime, ma qui vi proponiamo la ricetta regina, che prevede l’utilizzo degli zucchini. Potete mangiare le cose in carpione d’estate appena tolte dal frigo, oppure in inverno a temperatura ambiente, ma mai calde. Una ultima nota: la frittura degli zucchini, che di per sé potrebbe risultare un po’ pesante, viene perfettamente equilibrata dagli acidi dell’aceto e del vino, andando a creare un perfetto mix di gusto, profumi e raro equilibrio di sapori.

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

–       600 gr. di zucchini chiari;

–       1 grossa cipolla bianca;

–       4 spicchi d’aglio;

–       1 bicchiere di aceto bianco;

–       mezzo bicchiere di vino bianco fermo;

–       1 mazzetto di salvia;

–       4 foglie di alloro;

–       1 cucchiaio di zucchero di canna;

–       olio EVO;

–       pepe;

–       sale;

 

TEMPO 30 minuti

COSTO 6 euro

DIFFICOLTA’ ***

 

PREPARAZIONE

Pulite gli zucchini e tagliateli a fiammifero, in pezzi larghi circa 1 cm. e alti 5 cm. circa. Ponete dell’olio EVO in una padella larga e fateli friggere, non tutti insieme per evitare che si inzuppino di olio inutilmente. Man mano che li togliete dalla padella, poneteli su di una carta assorbente, per togliere l’olio in eccesso. Finita la frittura degli zucchini, tagliate la cipolla a listarelle lunghe e abbastanza sottili e tagliate gli spicchi d’aglio in due parti, in modo che restino visibili anche nel carpione. Mettete un filo d’olio nella padella e fate soffriggere cipolla, aglio, alloro. Quando la cipolla sarà diventata abbastanza trasparente (ma non fritta croccante), aggiungete il vino e l’aceto, portate ad ebollizione circa 3-4 minuti, unendo alla fine le foglie di salvia, in abbondanza. Completate la salsa del carpione con lo zucchero di canna, sale e pepe. Mettete le zucchine fritte in precedenza in una boule o pirofila, comunque trasparente, e versatevi sopra il composto di cipolla, aglio, aceto e vino. Lasciate freddare 30 minuti, e poi ponete in frigo. Consumate dopo 6 ore di riposo in frigo. Il carpione di zucchini, se conservato in frigo, dura anche 10 giorni.

#66 Non-Omelette “Tout Va Sauter”

Avete presente Fantozzi col frittatone sullo stomaco, atterrato sul divano davanti alla partita? Ecco, dimenticate quella sensazione di pesantezza, perché questo raffinatissimo omelette si distingue dalle volgari frittate di uova per la sua leggerezza ed alta digeribilità. L’ingrediente base è la farina di ceci, che ben sostituisce le uova ed, anzi, esalta la consistenza e la corposità di questa raffinata non-omelette completamente vegan. Gli ingredienti possono essere sostituiti con altre verdure o spezie di vostro gradimento, a seconda della vostra fantasia e creatività. Pertanto potete far “saltare” di tutto nella vostra padella, che il risultato sarà, come sempre, sublime!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

–       6-8 cucchiai di farina di ceci bio;

–       2 zucchine;

–       2 scalogni;

–       rosmarino fresco;

–       salvia fresca;

–       1 carotina bio;

–       noce moscata;

–       sale;

–       olio EVO;

TEMPO 20 minuti

COSTO 5 euro

DIFFICOLTA’ **

PREPARAZIONE

Tagliate tutte le verdure a crudo, dopo averle accuratamente lavate. Fate dei dadini molto piccoli, della dimensione che usereste per un soffritto delicato. Ripassatele in padella con un po’ d’olio, per renderle più morbide dentro, ma allo stesso tempo croccanti fuori, insieme a qualche foglia di salvia e rosmarino triturate. A parte preparate, in una boule, 6 cucchiai di farina di ceci e cominciate a lavorarla con un po’ di acqua tiepida e un filo di olio EVO, sino a raggiungere la consistenza di una pastella. Se necessario aggiungete farina o acqua. Aggiustate di sale, di pepe e di noce moscata. Mettete sul fuoco una larga padella, con olio EVO ben bollente. Incorporate nella vostra pastella liscia e morbida le verdure precedentemente cucinate, e versate il tutto nella padella a fuoco molto alto e coprite subito con i coperchio, che è fondamentale per la buona riuscita dell’omelette. Fate in modo che lo spessore non sia superiore al centimetro, altrimenti non cuoce uniformemente. Controllate dopo circa due minuti la cottura sullo strato inferiore, e preparatevi a girare la frittata con l’aiuto del coperchio o di un piatto grande come la padella. Ancora due minuti sul lato opposto, e la vostra frittata è pronta! Servite guarnita di salvia e rametti di rosmarino direttamente nel piatto di portata.

#58 Coppole Storte e Salvia

Questa ricetta originale è stata creata appositamente per celebrare la “Coppola Storta”, una bella idea della nostra amica Barbara, che ha aperto a Torino un negozio pieno zeppo di coppole bellissime, per tutti i gusti. Mancavano le “coppole” da mangiare, appunto, e noi le abbiamo fatte! Se avete voglia di cimentarvi nella avventura di fare la pasta in casa, prendetevi un po’ di tempo e dedicatevi a confezionare queste delizie. Potete anche farne qualcuna in più, da surgelare, per le serate in cui non avete nulla di pronto da proporre in tavola.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per le coppole:

– 150 gr. di farina integrale;

– 150 gr. di semola di grano duro;

– olio EVO;

– 1 pizzico di curcuma per rendere bianco l’impasto;

– sale;

– 1 bichierino di vino bianco per rendere elastico l’impasto;

– acqua calda;

Per il ripieno delle coppole:

–       200 gr. di patate bollite;

–       200 gr. di spinaci bolliti ben strizzati;

–       noce moscata;

–       sale;

–       pepe;

Per il condimento:

–       100 gr. di margarina bio (con oli e grassi vegetali non idrogenati);

–       100 gr. di salvia fresca;

–       2 cucchiai di pan grattato;

TEMPO 60 minuti

COSTO 6 euro

DIFFICOLTA’ *****

PREPARAZIONE

Per la pasta, disponete le farine a fontana sul pianale di legno, e cominciate a lavorarle con le mani aggiungendo il vino bianco, l’olio, la curcuma e l’acqua calda quanto basta. Deve risultare un impasto elastico, non appiccicoso e ben amalgamato. Fatelo riposare mezz’ora. Nel contempo preparate l’impasto, col mixer, mettendo dentro tutti gli ingredienti. L’impasto deve risultare abbastanza compatto, non molle, e se dovesse risultare troppo secco aggiungetevi un po’ di latte di soia o acqua.

Dividetela in due e stendete la pasta sul pianale, in modo da avere due grandi rettangoli. Con precisione, ponete delle palline di ripieno, grandi come una mandorla, distanziati tra loro in modo da poterle poi tagliare della dimensione di una galletta. Completato il posizionamento del ripieno, prendete con molta cura l’altro grande rettangolo e fatelo combaciare su quello sottostante. A questo punto pigiate bene con le dita intorno ad ogni pallina di ripieno, per evitare che durante la cottura si stacchi il ripieno dalla pasta. Prendete un coltello affilato a lama continua, oppure la classica rotella per ravioli zig-zag, e tagliate tra un ripieno e l’altro, a formare dei quadrati grandi come una galletta, appunto. Successivamente piegateli all’interno come un cappello e, per finire, schiacciateli un poco col palmo della mano in basso, come a formare una piccola coppola!

Per il condimento, fate sciogliere la margarina in un’ampia padella, a fuoco lento, aggiungendo le foglie di salvia in abbondanza. A parte, in un padellino, fate dorare, quasi abbrustolire, il pangrattato con un po’ di margarina. Una volta preparata la salsa, scolate le coppole storte direttamente in padella, dopo averle cotte in abbondante acqua salata, avendo cura di farle saltare con molta delicatezza, e servite -se gradito- completando con il pan grattato dorato.

#012 polpettine croccanti di cecio

Il cecio… un’ottima fonte di proteine, tanto da essere considerato il re delle tavole dei poveri, da sempre cucinato e da sempre amato in tutte le sue varianti. Questo che vi propongo è un piatto veloce e gustoso, soprattutto per i bambini, ma anche per gli adulti. Le polpettine sono una tradizione golosa della cucina di famiglia, ricche e gustose, una tira l’altra… ecco la versione vegan per le nostre tavole!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

– 600 gr. di ceci precedentemente lessati e scolati, oppure in lattina;

– 1 cipolla gialla;

– 1 patata bollita media;

– aglio;

– pan grattato;

– olio di oliva extravergine;

– prezzemolo fresco;

– salvia

– pepe

– sale

– 1 cucchiaio di farina

TEMPO

45 minuti

COSTO

8 euro

DIFFICOLTA’

****

PREPARAZIONE

Fate dorare la cipolla, l’aglio e la salvia tutto tritato a pezzettini nel fondo di una ampia padella. A parte riducete in purea i ceci, col mixer, unitevi la patata bollita e un filo d’olio. Quando il composto è simile ad una crema, unite la farina, il pepe e il sale, sempre nel mixer, in modo che acquisti consistenza. Versate ora il composto nella padella con la doratura di cipolle aglio e salvia e unite il tutto facendo leggermente cuocere a fuoco basso per 5 minuti. Preparate a parte il pan grattato con il trito di prezzemolo fresco. Cospargetevi le mani di pan grattato e cominciate a lavorare l’impasto in piccole polpettine leggermente schiacciate, simili ad un piccolo disco volante, e ripassatele più volte nel pan grattato aromatizzato dal prezzemolo. A questo punto potete gettarle nell’olio e friggerle, oppure metterle in una teglia da forno a 180 gradi e rigirarle ogni dieci minuti, sino a che non saranno dorate. Consiglio di preparare a parte un battuto di pomodoro fresco, olio e basilico, e di servire le polpette nel piatto con questo composto gustoso di accompagno.

#005 Fagioli all’uccelletto (senza il volatile, ovviamente!)

Il nome di questa ricetta, un classico della cucina toscana, indurrebbe i profani a cercare delle povere quaglie annegate tra i fagioli.. ma per fortuna non è così! Anche se la ricetta li nomina, non sono previsti volatili nella preparazione e, pertanto, andate sereni! In realtà l’origine del nome di questa ricetta ha appassionato un pò tutti nel tempo, e l’unica spiegazione plausibile è che la preparazione di questi fagioli sembra essere la medesima utilizzata nel medio evo per la preparazione proprio di selvaggina e volatili. Questa ricetta vi consente di preparare un vero e proprio secondo piatto, corposo e deciso nei sapori ma al contempo delicato e molto goloso. I fagioli cannellini, come tutti gli altri fagioli del resto, sono fonte primaria di proteine vegetali, hanno proprietà diuretiche, abbassano la glicemia e prevengono il colesterolo nel sangue. Sono ricchi di minerali e altre sostanze nutritive fondamentali per il nostro organismo. I fagioli cannellini sono tipici della Toscana e sono disponibili sia freschi, sia secchi, sia già bolliti in scatola. Se li utilizzate secchi, vanno lasciati a mollo in acqua per una notte intera. Vogliamo parlare degli effetti collaterali dei fagioli?!?! In effetti per qualcuno favoriscono la formazione di gas intestinali ma c’è un rimedio: quando li fate bollire, dopo 3-4 minuti di ebollizione, cambiate l’acqua scolandoli e rimetteteli a bollire con acqua pulita. In questo modo si eliminano una gran parte delle sostanze che creano nell’intestino di taluni la formazione di gas.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

– 400gr di fagioli cannellini secchi biologici o, se in scatola, 600 grammi scolati. Se utilizzate quelli freschi, 800 grammi vanno bene.

– 10 foglie di salvia

– 1 barattolo di conserva passata

– aglio

– sale non sofisticato

– pepe

– olio di oliva di qualità

TEMPO

45 minuti

COSTO

5 euro

DIFFICOLTA’

*

PREPARAZIONE

Scolate i fagioli cannellini e metteteli in un tegame basso dove in precedenza avete messo 5 cucchiai di olio d’oliva e la salvia ad insaporirlo, insieme all’aglio in camicia schiacciato col cucchiaio. Fate saltare a fiamma viva mentre salate e pepate, sino a che i fagioli non hanno assorbito bene l’olio e si sono ben insaporiti. Ponete attenzione a non bruciarli o farli attaccare. A questo punto aggiungete la salsa di pomodoro e fate consumare con il coperchio a fiamma molto bassa, rimestando di tanto in tanto. Dopo circa 30 minuti sono pronti, per essere serviti magari con dei crostoni di pane integrale. Potete, quando impiattate, spolverare con un pizzico di salvia secca tritata.

 

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