Posts Tagged ‘vegetale’

#151 Seitan Tonnato alla Piemontese

Come potevo restare senza gustare questo piatto per me “mitico”? In effetti il vitello tonnato è un classico tra gli antipasti piemontesi, e non potevamo esimerci dal rifarlo nella nostra versione “vegan”. Non uccideremo tonni, quindi, e nemmeno delfini per sbaglio, ma vi assicuriamo un risultato ottimo, leggero e gustosissimo!

INGREDIENTI

250 gr di seitan
240 g di ceci cotti
1 cucchiaio di capperi sott’aceto
il succo di 1/2 limone
1/2 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di ketchup
1 cucchiaino di tahin (Crema di sesamo) oppure di maionese vegan
1 pizzico di sale

COSTO

6 euro

PREPARAZIONE

  • Versa tutti gli ingredienti (tranne il seitan) nel frullatore aggiungendo acqua fino ad avere una salsa della consistenza simile alla salsa tonnata;
  • metti il seitan tagliato a fettine non troppo spesse nè troppo sottili in una padella a fuoco basso per farlo asciugare;
  • nel piatto di portata metti uno strato di seitan ed uno di salsa e così via fino alla fine e decora con capperi e un rametto di prezzemolo;
  • mettilo in frigo e dopo un paio di ore sarà pronto per essere gustato!

tonne

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#114 Enchilladas de Los Cabos

Cabo San Luca è un luogo meraviglioso: posto all’estremo sud di Baja California, bagnato dall’oceano pacifico, è uno di quei territori in cui ci si sente in capo al mondo. Grandi faraglioni di roccia si gettano nel mare, sfiancati da onde altissime e bianche, sotto un sole netto e bruciante, sferzati da una brezza continua e profumata, dividono i due mari (quello della Baja California e l’Oceano) con lingue di sabbia gialla intensa. Qui è facile trovarsi a tavola una teglia bollente di enchilladas, soprattutto se andate a cenare al mitico “Hotel California”, quello degli Eagles per intenderci, che sta a pochi chilometri nell’entroterra, sulle scure colline, in un villaggio sperduto ma sulla strada dei viaggiatori hippy degli anni ‘70. Tra gli alberi del cortile interno di questo bellissimo ristorante, dove il gruppo musicale degli Eagles, appunto, si fermò per giorni e notti (così la leggenda) e compose alcune delle pietre miliari del loro repertorio, noi abbiamo gustato le migliori Enchilladas di tutto il Messico. Ecco la ricetta, in versione vegan!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

–       8 tortillas morbide di grano o mais;

–       4 patate;

–       500 gr. di fagioli neri messicani bio;

–       1 cipolla rossa grossa;

–       100 gr. di rucola;

–       1 spicchio di aglio;

–       succo di 1 limone;

–       1 cucchiaio di chili in polvere;

–       100 gr. di passata di pomodoro;

–       2 pomodori butalina;

–       400 ml. di panna vegetale di soja;

–       olio EVO;

–       sale;

TEMPO 40 minuti

COSTO 8 euro

DIFFICOLTA’ ***

PREPARAZIONE

Fate bollire le patate in modo che risultino morbide e ben cotte, e schiacciatele con la forchetta in un piatto, assieme ad un po’ di polvere di chili. Tagliate a fettine sottilissime la cipolla e l’aglio, fate a dadini i due pomodori butalina e fateli saltare in una padella con olio EVO, salando il giusto. Aggiungete la passata di pomodoro e il chili, e sfumate sino a ridurla un poco. Aggiungete i fagioli già lessati e fate cuocere per 15 minuti a fuoco lento, aggiungendo il succo di limone e, se occorre, un po’ d’acqua. A cottura ultimata, aggiungete le patate schiacciate in precedenza. Prendete le tortillas e ponetevi al centro del composto di fagioli, un po’ di rucola fresca e due cucchiai di panna di soja, e ad avvolgetele strettamente come dei cannelloni ripieni. Disponeteli in una teglia da lasagne, uno contro l’altro, e ricoprite il tutto con la panna di soja restante a ancora una spolverata di chili. Lasciate in forno a 180 gradi per 20 minuti e, una volta estratte dal forno, servite bollenti.

#93 Spirali Gastriche

Avete presente quando si torna dal lavoro con un diavolo per capello? Ecco, niente di meglio che spegnere i telefoni e isolarsi dal mondo, mettendo le mani in pasta. Cucinare è un po’ come giocare: rilassa, distrae e riporta alla manualità. Mettersi ai fornelli è un ottimo deterrente contro la “vita moderna”, perché distacca dalla quotidiana litania di rumori e dissonanze energetiche, e ci riporta ad una dimensione interiore. Se impariamo ad utilizzare l’arte della cucina in questo modo, l’atto –solitario ed intimo- di preparare la cena diventa assolutamente terapeutico per la nostra anima.

Questa ricetta, creativa nella forma e accattivante nei sapori, è un modo eccellente per preparare un primo ricco, lussurioso per la gola e appagante per la vista. Annegate in ogni singola spirale di lasagna la lunga lista dei problemi che vi attanagliano: alla fine, capirete che potete farli fuori uno ad uno, boccone dopo boccone, con le vostre forze!

Vi segnalo, inoltre, che questa ricetta è stata selezionata e scelta per essere inserita su SuperCuoca, il sito che vi trasforma con precise e semplici indicazioni, appunto, in “super” cuochi!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

–       6 foglie di pasta fresca verde bio per lasagne;

–       4 zucchini medi;

–       1 cipolla piccola;

–       brodo vegetale;

–       1 confezione di panna da cucina di soja bio;

–       2 cucchiai di margarina bio senza grassi idrogenati;

–       2 cucchiai di farina bio integrale;

–       noce moscata;

–       3 cucchiai di olio EVO;

–       sale;

–       acqua tiepida quanto basta;

–       pan grattato;

TEMPO 30 minuti

COSTO 7 euro

DIFFICOLTA’ ***

PREPARAZIONE

Lavate gli zucchini, tagliateli a fettine con una mandolina direttamente in padella, con olio, brodo vegetale e la cipolla tagliata finemente. Fate cuocere per circa 20 minuti, affinchè diventino teneri e quasi spappolati. Salate e lasciate riposare.

Preparate la besciamella vegan con panna: sciogliete in un pentolino la margarina, aggiungete la panna bio di soja, portate ad ebollizione e insaporite con la noce moscata e il sale. Abbassate la fiamma e versatevi pian piano due cucchiai di farina integrale, rimestando bene con la frusta per evitare la formazione di grumi. Portate ad ebollizione e togliete dal fuoco. Se occorre aggiustate la densità con acqua calda. A parte, su di un tagliere, disponete una lasagna verde fresca, e cospargetela con due-tre cucchiai di composto di zucchini, e 2-3 cucchiai di besciamella. Avvolgete delicatamente come un canolo cominciando dal lato più corto, e tagliate in 4 sezioni, prima nel centro e poi a metà ancora. Procedete allo stesso modo con i restanti fogli di lasagna, in modo da ottenere tante spirali alte uguali. Prendete una pirofila o una teglia dal bordo alto 3 dita, cospargetela di margarina sul fondo e sui bordi. Disponetevi le spirali di lasagna in piedi, una contro l’altra, in modo che non vi sia spazio tra di loro. Ultimate ancora con la besciamella rimasta e una spolverata di pan grattato per la doratura. Infornate per 30 minuti a 180 gradi e servite ben calde.

#85 Salsa al Curry Supreme

Cosa si può fare con una semplice salsa al Curry? Praticamente di tutto! E’ una di quelle ricette “base” che vanno bene in tavola per insaporire tantissimi cibi, dalle verdure al riso, a piacimento di chi sta consumando il pasto. Non è molto comune sulle nostre tavole, ma se prendete l’abitudine a farla almeno un paio di volte al mese, vedrete come sarà richiesta dalla vostra famiglia. Consiglio di usare un tipo di Curry classico, dolce e non particolarmente piccante, perché la panna vegetale di questa ricetta ben si sposa con una nota di Curry delicata e leggera. Se desiderate una versione più leggera, togliete la cipolla dagli ingredienti.

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

–       50 gr. di margarina biologica;

–       2 cucchiai di curry;

–       4 cucchiai di panna vegetale bio;

–       ¼ di cipolla biologica;

–       1 cucchiaino scarso di farina bio;

–       sale;

–       pepe;

 

TEMPO 10 minuti

COSTO 2 euro

DIFFICOLTA’ *

 

PREPARAZIONE

Fate imbiondire la cipolla tagliata finissima nella margarina fusa in un pentolino. Aggiungete il curry e con la frusta rimestate velocemente, a fuoco bassissimo. Aggiungete la panna vegetale e la farina sempre frustando energicamente il composto. Quando si avvicina al bollore, allontanate dal fuoco e aggiustate di sale e di pepe. Se necessario, aggiungete acqua per ottenere la densità da voi desiderata. Rimettete ancora sul fuoco e riportate quasi ad ebollizione. Servite tiepida in tavola con un mestolino, per condire riso basmati profumato, carote al vapore, zucchine e patate al vapore, hamburgers vegetali o polpettine di patate croccanti.

Oltre l’Eden, il paradiso terrestre è per noi.

Immaginate di svegliarvi di colpo da un profondo e lungo sonno, e ritrovarvi nel giardino di qualcuno. Intorno a voi tutto un fiorire di vegetazione, di profumi inauditi e lente nuvole stagliate all’orizzonte, in lento movimento su di un fondo di sole dorato. Lontano, il rumore del mare e l’infrangersi delle onde in un vapore di salsedine così sottile da arrivarvi dalle narici direttamente al cervello. Alle vostre spalle, la maestosità delle montagne, a far da corona a questo splendido giardino creato a immagine e somiglianza del paradiso terrestre.

Ovunque animali bellissimi, tranquilli e indaffarati a condurre le loro vite, alla ricerca del cibo e di un luogo protetto dove crescere i loro figli. Totalmente indifferenti alla vostra presenza, considerata inoffensiva.

Bene, questo Eden è il pianeta terra, qualche centinaio di anni fa.

Prima dell’avvento delle casalinghe che fanno la spesa, del carbone e della fuliggine, delle macchine infernali e del progresso smodato.

Ci siamo trovati qui, come ospiti nel giardino, ben accolti in casa di qualcun altro.

Ora, immaginiamo di cominciare a distruggere tutto quello che sta intorno a noi, in questo bellissimo paradiso terrestre: dall’ambiente che ci circonda, alle creature animali che lo abitano, sino al saccheggio smodato di ogni possibile risorsa.

L’uomo, a questo punto, diventa il tumore, la cellula impazzita, di questo sistema perfetto. Da ospite a dominatore, da tollerato a pericoloso.

Il nostro comportamento antiambientale, sia contro il regno animale sia contro quello vegetale, è la cancrena generalizzata e contagiosa dell’organismo naturale.

Poco, come singoli, ci è dato di fare: quasi impossibile cambiare certi meccanismi, evitare percorsi indotti ed evitare di percorrere strade errate.

Una cosa su tutte, invero, è possibile realizzare, da subito: la presa di coscienza individuale. Accorgersi della devastazione e raggiungere la consapevolezza della stortura che abbiamo dentro e fuori di noi, coi nostri comportamenti contro la biosfera e contro tutti gli altri esseri, umani e animali.

Occorre realizzare un vero e proprio distacco dal modo in cui stiamo vivendo, attuare un percorso interiore umile e minimalista, al fine di realizzare la gravità dell’impatto di noi stessi -come attuale specie umana- sul mondo del quale ci dobbiamo sentire profondamente ospiti, e non dominatori.

Essere grati a questa vita, a questo ecosistema e a questo grande dono che abbiamo ricevuto, anche se non si sa bene da chi e perché.

Ognuno di noi deve prendere atto di questi presupposti, dimostrare riconoscenza agli animali che convivono e condividono con noi questa meraviglia, senza trucidarli per acconciarli sulle nostre tavole imbandite, e ognuno di noi deve avere rispetto per la natura e per i suoi frutti, senza violentarla con pesticidi, inquinamento e devastazioni geologiche.

Cominciamo da qui, dal nostro minimo comune denominatore: siamo tutti cellule, tutte uguali, tutte degne del medesimo rispetto, ognuno di noi collocato, per ora, in questo giardino paradisiaco, in questo breve tempo che ci resta da vivere, nel mare magnum della vita terrestre. Impariamo e pratichiamo il rispetto, tra di noi, e nei confronti degli altri esseri viventi.

#005 Fagioli all’uccelletto (senza il volatile, ovviamente!)

Il nome di questa ricetta, un classico della cucina toscana, indurrebbe i profani a cercare delle povere quaglie annegate tra i fagioli.. ma per fortuna non è così! Anche se la ricetta li nomina, non sono previsti volatili nella preparazione e, pertanto, andate sereni! In realtà l’origine del nome di questa ricetta ha appassionato un pò tutti nel tempo, e l’unica spiegazione plausibile è che la preparazione di questi fagioli sembra essere la medesima utilizzata nel medio evo per la preparazione proprio di selvaggina e volatili. Questa ricetta vi consente di preparare un vero e proprio secondo piatto, corposo e deciso nei sapori ma al contempo delicato e molto goloso. I fagioli cannellini, come tutti gli altri fagioli del resto, sono fonte primaria di proteine vegetali, hanno proprietà diuretiche, abbassano la glicemia e prevengono il colesterolo nel sangue. Sono ricchi di minerali e altre sostanze nutritive fondamentali per il nostro organismo. I fagioli cannellini sono tipici della Toscana e sono disponibili sia freschi, sia secchi, sia già bolliti in scatola. Se li utilizzate secchi, vanno lasciati a mollo in acqua per una notte intera. Vogliamo parlare degli effetti collaterali dei fagioli?!?! In effetti per qualcuno favoriscono la formazione di gas intestinali ma c’è un rimedio: quando li fate bollire, dopo 3-4 minuti di ebollizione, cambiate l’acqua scolandoli e rimetteteli a bollire con acqua pulita. In questo modo si eliminano una gran parte delle sostanze che creano nell’intestino di taluni la formazione di gas.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

– 400gr di fagioli cannellini secchi biologici o, se in scatola, 600 grammi scolati. Se utilizzate quelli freschi, 800 grammi vanno bene.

– 10 foglie di salvia

– 1 barattolo di conserva passata

– aglio

– sale non sofisticato

– pepe

– olio di oliva di qualità

TEMPO

45 minuti

COSTO

5 euro

DIFFICOLTA’

*

PREPARAZIONE

Scolate i fagioli cannellini e metteteli in un tegame basso dove in precedenza avete messo 5 cucchiai di olio d’oliva e la salvia ad insaporirlo, insieme all’aglio in camicia schiacciato col cucchiaio. Fate saltare a fiamma viva mentre salate e pepate, sino a che i fagioli non hanno assorbito bene l’olio e si sono ben insaporiti. Ponete attenzione a non bruciarli o farli attaccare. A questo punto aggiungete la salsa di pomodoro e fate consumare con il coperchio a fiamma molto bassa, rimestando di tanto in tanto. Dopo circa 30 minuti sono pronti, per essere serviti magari con dei crostoni di pane integrale. Potete, quando impiattate, spolverare con un pizzico di salvia secca tritata.

 

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